Iniziative politiche

Utilizzo medico della cannabis

Dr. R. Renato Kaiser

In Svizzera, la cannabis è classificata come stupefacente vietato. Nell’agosto 2022, tuttavia, è stato abrogato il divieto all’impiego della cannabis per fini medici.

Si aprono dunque possibilità terapeutiche alternative anche per i naturopati?

Abrogazione del divieto per fini medici

Negli ultimi anni, l’interesse verso i medicinali a base di cannabis e CBD è cresciuto notevolmente per via delle loro potenziali possibilità d’impiego in ambito medico. Per questo motivo, il Parlamento ha annullato il divieto all’utilizzo della cannabis per fini medici, previsto dalla Legge federale sugli stupefacenti e sulle sostanze psicotrope (LStup), con effetto a partire dal 1° agosto 2022. In concreto, ciò significa che per la prescrizione medica di farmaci a base di cannabis non sarà più necessaria l’autorizzazione straordinaria dell’Ufficio federale della sanità pubblica. È previsto tuttavia un obbligo di segnalazione dei dati terapeutici all’UFSP per i primi due anni di trattamento. Questo rilevamento obbligatorio dei dati ha finalità statistiche e dovrebbe contribuire a fornire nuove informazioni sulla terapia medica con la cannabis.
Per quanto riguarda invece l’impiego della cannabis per scopi non medici, continua ad essere consentito solo nell’ambito dei progetti pilota autorizzati dall’UFSP (si veda il sito web dell’UFSP).

Utilizzo medico della cannabis

Nella prassi medica, i medicinali a base di cannabis vengono usati prevalentemente in caso di

  • dolori cronici (nevralgie, dolori oncologici, dolori reumatici)
  • spasmi e crampi, come quelli causati dalla sclerosi multipla (SM) e da altre malattie neurologiche
  • nausea e perdita di appetito, ad esempio nel contesto di una chemioterapia

Al momento, i farmaci a base di cannabis vengono pagati dall’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie solo in casi eccezionali.

Commento

Tutti i farmaci a base di cannabis, incluso l’Epidyolex contenente CBD, necessitano di una prescrizione medica e pertanto non sono a disposizione del naturopata. Lo stesso vale anche per i preparati magistrali per i quali serve una ricetta medica.
I preparati a base di CBD a vendita libera contengono al massimo l’1% di THC. La destinazione d’uso non è chiara sotto molteplici aspetti. I preparati a base di CBD senza destinazione d’uso sono classificati come sostanze chimiche o materie prime chimiche e in quanto tali sono soggetti al diritto in materia di prodotti chimici. Non è consentito menzionare le proprietà curative. L’impiego medico di preparati chimici industriali (ad esempio gli oli profumati contenenti CBD) sostanzialmente non è consentito oppure avviene sotto la propria responsabilità.
l’ordinanza del 24.03.2022 emessa dall’Organo di notifica per prodotti chimici, a partire dall’autunno 2022 gli oli profumati contenenti CBD dovranno contenere un denaturante come l’alcol, per evitare che possano essere ingeriti per via orale.
Con l’autorizzazione dei farmaci a base di cannabis per fini medici si è aperta una porta, ma purtroppo non per il naturopata. Le possibilità d’impiego sono molteplici. La raccolta in grande stile di dati da parte dell’UFSP serve a fare in modo che la cannabis ottenga più visibilità. Tali dati tuttavia contengono anche informazioni sulla sicurezza dei farmaci. Dovrebbe dunque trovare conferma il fatto che questi preparati sono sicuri, quindi si potrebbe anche pensare che tra qualche anno almeno il CBD possa essere a disposizione dei naturopati per fini medici.